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L’imbracatura perfetta per ogni lavoro: come sceglierla

Come scegliere l’imbracatura perfetta per ogni lavoro? Se ve lo state chiedendo siete nel posto giusto! Ecco tutto quello che dovete sapere prima di aquistare un’imbracatura.

IMBRACATURA PERFETTA –  1. Performante al tuo lavoro

Il primo imprescindibile punto per scegliere l’imbracatura perfetta è partire dal lavoro che si intende svolgere con questa. Sul mercato ci sono svariati tipi di imbracature, ognuna della quali calibrata e strutturata specificatamente per un lavoro.

Un’imbracatura anticaduta (come le linee Automatic e Chantier by Livith), ad esempio, deve essere flessibile e dinamica, considerare un ridotto stress sulle articolazioni inferiori in caso di caduta e, ovviamente, essere realizzata con tutti i componenti minimi per salvaguardare la vita:

  • pettorali e dorsali (o spallacci)
  • gambali (o cosciali)
  • fibbie di regolazione
  • anello (o anelli) di ancoraggio

Da questa base si evolvono poi tutte le altre tipologie, accessoriate per ogni tua esigenza:

Se nel lavoro in quota devi stabilizzare la tua posizione di lavoro a mezzo di posizionamento, sceglierai una imbracatura anticaduta con cintura di posizionamento (EN358), se dovrai lavorare in fune, ne sceglierai una imbracatura con cintura di posizionamento e con cosciali e dorsali imbottiti (EN813) e così via, fino alle imbracature speciali e quelle per il soccorso evacuazione.

Le loro particolarità dipendono, oltre che dalle certificazioni del caso, dai componenti e dalle fettucce con cui vengono equipaggiati e realizzati questi DPI che possono essere, ad esempio, ignifughi.

Con caratteristiche e utilità diverse sono invece le imbracature idonee alle lavorazioni in ambienti confinati. Questi DPI devono avere necessariamente due anelli che consentano, da un lato, l’ancoraggio anticaduta, e dall’altro un recupero veloce in caso di emergenza. 

Abbiamo quindi visto quanto conta il come utilizzate la vostra imbracatura, vediamo adesso il quando e quanto.

L’imbracatura deve essere per l’operatore come una seconda pelle, e in base all’utilizzo quotidiano che uno ne fa, ci sono varie soluzioni che possono essere ottimali. Ad esempio se un operatore deve trascorrere molte ore al giorno indossando l’imbracatura, è bene che questa sia adeguatamente comoda e leggera per non intralciare i movimenti del lavoratore e magari dotata di cosciali elastici (vedi Elastic Livith) per non stringere eccessivamente le cosce quando l’operatore ad esempio si inginocchia. Una condizione importante è, quindi, la frequenza con la quale il lavoratore deve indossare l’imbracatura e la durata del lavoro che deve svolgere.

 

2. Rifinita nei dettagli

Come in tutti gli aspetti che toccano la sicurezza, anche nel mondo delle imbracature i dettagli contano eccome. 

PREZZO. Il prezzo non è mai un buon indicatore di qualità. Un’imbracatura a basso costo non è per forza comoda o pratica così come può non esserlo una con un prezzo al di sopra della media. Il consiglio, quindi, è di non lasciarsi influenzare dal valore monetario del DPI bensì dalla qualità e validità del produttore. La sicurezza non è un costo ma un investimento sulla vostra salute!

COMPONENTI TESSILI. Il vero dettaglio che può fare la differenza è rappresentato dalla fettuccia che viene utilizzato per realizzare il DPI. Deve essere necessariamente resistente ad eventuali stress, duttile ma forte. Semplicemente toccando due diverse imbracature puoi valutarne la qualità, come per una giacca o un paio di pantaloni. Un buon tessuto si conserva meglio e può consentire all’imbracatura di essere utilizzata per tutta la sua vita utile (salvo riportare danni derivanti da vernici o solventi che non le farebbero superare il test di revisione). Altro punto cruciale sono le cuciture: anche queste devono essere anti sfilacciamento, di nylon, antistrappo e in controcolore.

IMBOTTITURA. Una buona imbracatura si valuta anche delle sue imbottiture. Per gli operatori che devono indossarla per molte ore al giorno, sicuramente è consigliabile un DPI che sia imbottito e quindi molto comodo, ma con allo stesso tempo una imbottitura traspirante: sui tetti si sale anche ad agosto!

ETICHETTA. È la prima cosa da controllare quando si acquista un’imbracatura. L’etichetta è il vero e proprio documento d’identità del vostro dispositivo. Un’etichetta protetta è quindi prioritaria, sia perché si possa in ogni momento controllare l’età dell’imbracatura stessa, sia perché, qualora l’etichetta dovesse sbiadire e non risultare leggibile, l’imbracatura sarebbe immediatamente bocciata ad un controllo e quindi non più utilizzabile anche se dovesse avere un solo anno di vita.

IMBRACATURA PERFETTA – 3. Fedele alla tua linea

I centimetri contano!

La scelta dell’imbracatura deve essere fatta considerando anche la vestibilità del prodotto. Un’imbracatura, infatti, deve adattarsi perfettamente al corpo che la deve indossare. Risulta quindi di primaria importanza che il DPI non sia né largo né stretto bensì comodo e adatto alla fisicità dell’operatore che la deve utilizzare. Anche per questa ragione risulta importante che ogni operatore abbia la sua personale imbracatura. Attenzione quindi ai magazzini pieni di imbracature che possono più o meno andar bene a tutti..diffidate!

Spesso i DPI a basso costo non hanno una taglia ma sono regolabili e, spesso, utilizzate da tanti operatori diversi. Regolando ogni volta l’imbracatura su una nuova dimensione e un nuovo peso si rischia non solo di perdere molto tempo ma anche di sottoporre il DPI a stress inutili che ne potrebbero compromettere la sicurezza e la tenuta.

In conclusione: se una casa produttrice ha a disposizione taglie che vanno dalla S-M alla XXL sfruttatele, perché in questo caso i centimetri contano!

 4. Testata ma non vecchia!

Ogni imbracatura anticaduta deve riportare il marchio CE che ne attesta la conformità ai requisiti di sicurezza richiesti dal Regolamento Europeo e assicura così che questa abbia superato tutti i test richiesti dalle varie norme tecniche di riferimento. Ne riportiamo alcuni esempi:

  • EN361 – imbracature anticaduta
  • EN358 – cinture di posizionamento
  • EN813 – cinture con cosciali

E così via.

Anche in questo caso la marcatura obbligatoria su tutte le imbracature ci assicura un perfetto grado di sicurezza ma non ci orienta molto nella scelta!

Dove guardare allora?

Ogni imbracatura ha una vita utile specifica ed ogni casa produttrice traccia le sue linee guida sull’utilizzo e sull’efficienza nel corso degli anni di questi DPI. Le imbracature Livith, ad esempio, hanno tutte una vita di 10 anni con un immagazzinamento massimo di 2 anni ulteriori: questo vuol dire che dal momento del primo utilizzo di quell’imbracatura ne potete fare uso per 10 anni.

QUINDI ATTENZIONE! La vita utile indicata dalla casa produttrice è solitamente valida a partire dalla data di produzione e non di acquisto, salvo diversamente indicato. Per cui se acquistate un’imbracatura con vita utile 10 anni ma che il fornitore ha in magazzino da 2 anni non potrete iniziare il conteggio dagli anni di vita dal momento del primo utilizzo. Fa infatti fede l’anno di produzione dell’imbracatura. 

Per evitare sprechi e per avere un’efficienza e resistenza perfetta, il consiglio è quindi quello di acquistare l’imbracatura assicurandosi che la data di produzione sia pari all’anno in corso.

RICORDA PERO’: senza una specifica manutenzione annuale e un corretto stoccaggio quando inutilizzata, la tua imbracatura non riesce a conservarsi al meglio e a espletare tutta la sua vita utile!

Anche in questo caso quindi il parametro manutenzione ci aiuta nella scelta: informati sempre sul fatto che il tuo venditore possa assicurarti la manutenzione annuale.

IMBRACATURA PERFETTA – 5. Tarata sul tuo peso.

Tra gli elementi utili per valutare e scegliere la perfetta imbracatura, non si può certo trascurare il peso dell’operatore che dovrà indossarla. Generalmente le imbracature vengono testate e certificate (ENI 361) per un peso di 100kg. Ci sono però case produttrici che hanno aperto lo spiraglio a test e certificazioni fino a 140kg, andando in contro all’effettivo peso di un operatore in abbigliamento da lavoro antinfortunistico e magari dotato di attrezzi e materiale. In evoluzione, invece, le certificazioni per un massimo di 170kg.

In sintesi la tua PE.R.FE.T.TA compagna di vita deve essere

  • Performante al tuo lavoro
  • Rifinita nei dettagli
  • Fedele alla tua linea
  • Testata ma non vecchia
  • Tarata sul tuo peso

Facile no??? ?

Se ancora non sei sicuro ci siamo noi!

 

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