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Ditte individuali vs lavoratori autonomi, ecco come distinguere tra due mondi apparentemente simili

Nel mondo del lavoro, il confine tra ditte individuali e lavoratori autonomi spesso appare sfumato, con i due termini usati talvolta in modo intercambiabile. Tuttavia, questa apparente somiglianza nasconde differenze significative.

Cerchiamo di chiarire le principali distinzioni tra ditte individuali e lavoratori autonomi, evidenziando le implicazioni per la sicurezza e gli adempimenti normativi, in particolare in base al D. Lgs 81/08.

Ditta Individuale: una piccola azienda con visione di crescita

  1. Definizione: ai sensi dell’articolo 2082 c.c., l’imprenditore è colui che esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione e dello scambio di beni e servizi. Quando questo soggetto è una persona fisica, si è in presenza di un’impresa individuale. La ditta individuale è un’azienda di dimensioni ridotte con un solo titolare, ma che può comunque assumere dipendenti.
  2. Struttura Aziendale: nonostante il numero limitato di dipendenti (talvolta solo il titolare), la ditta individuale è a tutti gli effetti un’azienda.
  3. Responsabilità del Titolare: il titolare di una ditta individuale è responsabile sia dell’aspetto imprenditoriale che di eventuali debiti aziendali. La responsabilità personale può estendersi anche ai beni personali del titolare.

Lavoratore Autonomo: indipendenza e flessibilità

  1. Definizione: il lavoratore autonomo è un professionista indipendente che offre i propri servizi senza essere legato da un rapporto di dipendenza. Si tratta di una figura prevista dall’articolo 2222 del Codice Civile ed è colui che si obbliga a compiere, a prezzo di un corrispettivo, un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti di un committente.
  2. Struttura Aziendale: il lavoratore autonomo è un individuo senza dipendenti che gestisce la propria attività in modo indipendente.
  3. Responsabilità Personale: A differenza della ditta individuale, il lavoratore autonomo solitamente non assume una responsabilità aziendale e le sue responsabilità sono limitate alle prestazioni professionali fornite.

Ai fini dell’applicazione dei contenuti del D.Lgs 81/08, in tutti i casi in cui non ci siano lavoratori dipendenti o equiparati, condizione tipica sia della ditta individuale sia del lavoratore autonomo, vengono meno tutti gli adempimenti correlati: a titolo esemplificativo ma non esaustivo, l’obbligo di nomina dell’RSPP, obbligo di nomina dell’RLS, obbligo di formazione generale e specifica per le mansioni svolte, etc…

Come si inseriscono queste figure all’interno di un ambito complesso come un cantiere?

Secondo l’art. 9 del decreto legislativo 494/96 e successive modifiche il POS (Piano Operativo di Sicurezza) lo devono redigere “i datori di lavoro delle imprese esecutrici, anche nel caso in cui nel cantiere operi un’unica impresa, anche familiare o con meno di dieci addetti”. Il POS costituisce pertanto il documento di valutazione dei rischi che ogni impresa redige in relazione alle attività che svolge in quel cantiere specifico.

Deve essere valutato dal Coordinatore per la Sicurezza (dove previsto), che ne valuta la coerenza con il PSC (Piano di sicurezza e coordinamento). I lavoratori autonomi nel D.Lgs 494 non vengono considerati “impresa” e pertanto non sono tenuti alla redazione del Piano Operativo di sicurezza.”

Gli artigiani (senza dipendenti) e le ditte individuali, per estensione ricadono in questa esclusione, ma attenzione, nel momento in cui si trovano ad operare all’interno di un cantiere deve essere esclusa l’associazione con altri artigiani o altre ditte individuali, che configurerebbe l’impresa di fatto e pertanto la necessità di adempiere a tutti gli obblighi conseguenti.

Inoltre il CSE (Coordinatore per la Sicurezza in fase di esecuzione) deve comunque verificare e valutare l’idoneità di queste ditte all’accesso al cantiere, rimanendo sua facoltà richiedere documentazione esauriente finalizzata a questo.

Quindi la ditta individuale dovendo operare in un contesto di altre imprese (individuali o non) deve comunicare rischi relativi alle proprie lavorazioni e le misure di prevenzione adottate, in sostanza deve redigere un POS.

In conclusione, comprendere queste distinzioni è fondamentale per garantire una gestione adeguata delle imprese e la corretta applicazione delle normative in materia di sicurezza sul lavoro. Che tu sia il titolare di una ditta individuale o un lavoratore autonomo, la sicurezza deve rimanere una priorità costante. Resta aggiornato sulle normative vigenti e adatta le tue pratiche di sicurezza di conseguenza.

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