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Procedure di lavoro e Piano di Emergenza in ambiente confinato

Sapete quali sono le corrette procedure di lavoro e Piano di Emergenza in ambiente confinato? Un passo fondamentale per lavorare in sicurezza in ambiente confinato riguarda la pianificazione e progettazione delle attività, definendo le procedure operative di lavoro e di gestione dell’emergenza.

L’accesso in ambienti confinati non dovrà mai essere improvvisato ma rispettare le indicazioni e le misure stabilite in fase di valutazione dei rischi per garantire la sicurezza delle operazioni.

 

PROCEDURE DI LAVORO

In particolare le procedure dovranno contenere almeno le seguenti indicazioni con specifica assegnazione di compiti e responsabilità:

  • Identificazione dell’ambiente e dei rischi presenti
  • Individuazione delle competenze richieste e del rappresentante del Datore di lavoro committente (in caso di lavori in appalto)
  • Modalità di verifica preliminare delle condizioni ambientali e di monitoraggio della qualità dell’aria per tutta la durata delle lavorazioni
  • Eventuale bonifica dell’ambiente per garantire il ripristino e/o il mantenimento delle condizioni di respirabilità
  • Verifica dell’accesso/uscita
  • DPI e attrezzature (di lavoro e di soccorso) compresi i controlli preliminari sulla funzionalità di questi
  • Eventuali procedure di lock-out e tag-out
  • Modalità per autorizzare l’accesso (rilascio di permesso di lavoro)
  • Modalità operative all’interno, eventuali obblighi e prescrizioni specifiche
  • Individuazione degli addetti al salvataggio “attendenti”, delle procedure di recupero e soccorso, degli spazi da lasciare per eventuali soccorsi esterni
  • Messa in sicurezza per rilascio dell’ambiente

Inoltre è fondamentale considerare che ogni procedura efficace avrà queste caratteristiche:

  1. Semplicità e comprensibilità – è importante che sia comprensibile e accessibile da tutti gli addetti
  2. Ergonomia – in questo contesto quanto più è applicabile un sistema, tanto minore sarà il rischio che questo non venga utilizzato
  3. Realizzabilità – è inutile pianificare sulla carta procedure incompatibili sul piano operativo
  4. Specificità – ogni ambiente va valutato singolarmente, considerando le sue caratteristiche e peculiarità, vietata la generalizzazione
  5. Valutazione del rischio residuo – è bene sapere che in molti casi i rischi non vengono eliminati completamente ed è necessario gestire il rischio residuo.
  6.  

OBIETTIVO DI RICERCA

L’obiettivo principale non è la ricerca di formale conformità normativa quanto piuttosto di prestare soccorso alle persone infortunate all’interno dell’ambiente confinato senza mettere a repentaglio la vita dei soccorritori. Per tale motivo le procedure non dovranno essere generalizzate ma specifiche e applicabili al contesto lavorativo.

Se l’ambiente e le modalità operative lo permettono è preferibile mantenere il personale all’interno costantemente connesso al sistema di recupero durante le operazioni. Questo consente di adottare un sistema di salvataggio definito NO-ENTRY RESCUE ovvero di estrarre l’infortunato senza che sia necessario l’accesso e quindi l’esposizione a rischio dei soccorritori.

Nell’individuazione della squadra di soccorso è auspicabile valutare anche l’idoneità del lavoratore in relazione allo stress emotivo e le prestazioni fisiche richieste nell’attività di salvataggio. Il numero di addetti al soccorso sarà definito in funzione del numero di operatori che operano all’interno dell’ambiente confinato, della natura del luogo e della difficoltà di salvataggio

In particolari contesti e quando la complessità delle lavorazioni lo richiede potrà essere valutata la condivisione delle procedure di emergenza, delle modalità di utilizzo dei DPI e delle attrezzature con il sistema di emergenza del Servizio sanitario nazionale e dei Vigili del Fuoco. Questo accorgimento potrebbe risultare decisivo per la riuscita del salvataggio.

Se le attività sono inquadrate all’interno di un contesto di appalto dove si individua un datore di lavoro committente e un datore di lavoro dell’impresa esecutrice la gestione dell’emergenza dovrà essere condivisa, sarà un processo in cui tutti i datori di lavoro dovranno compartecipare pur rimanendo promotore il committente.

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